Adelasia Di Torres

l’ultima giudicessa del Giudicato di Torres (Logudoro) e una delle figure più affascinanti del Medioevo sardo


Nata nel 1207, figlia del giudice Mariano II, crebbe in un mondo in cui il potere si esercitava tra castelli, alleanze e diplomazie scritte su pergamena. Nel 1236, alla morte del fratello Barisone III, salì al trono in un momento di equilibrio fragile: la Sardegna era attraversata dalle ambizioni delle potenze marinare di Pisa e Genova e dalle pressioni del Papato e dell’Impero.
Il suo governo si svolse dentro questa trama complessa.

Adelasia non fu una sovrana isolata: le sue scelte matrimoniali la posero al centro delle strategie mediterranee del XIII secolo. Prima sposò Ubaldo Visconti, esponente della potente famiglia pisana legata al Giudicato di Gallura. Poi Enzo di Hohenstaufen, figlio dell’imperatore Federico II, trasformando il suo regno in uno snodo politico tra Sardegna, Impero e Papato.
Attraverso di lei, il Giudicato di Torres entrò nelle grandi dinamiche imperiali e pontificie del tempo.

Il suo nome comparve in atti ufficiali, trattati, lettere e riconoscimenti formali: la sua figura non appartiene alla leggenda, ma alla storia documentata del Mediterraneo medievale.
Negli ultimi anni il suo governo fu attraversato da tensioni politiche e profonde trasformazioni istituzionali. Progressivamente isolata, Adelasia si ritirò nel Castello di Burgos, dove morì nel 1259. Con la sua scomparsa si chiuse definitivamente la stagione autonoma del Giudicato di Torres.

Prendas de Adelasia è dedicata alla sua figura perché rappresenta un momento di passaggio cruciale nella storia della Sardegna medievale: una donna di governo, al centro di relazioni politiche, diplomatiche e simboliche che influenzarono il destino del territorio.
Il Castello di Burgos, luogo legato alla sua memoria e alla sua morte, non è solo lo sfondo della rievocazione: è il punto in cui quella storia si chiude e da cui oggi riparte.
Qui Adelasia non è un personaggio evocato, ma una presenza storica restituita alla comunità come memoria viva.